Il tesoro di Ferrara

La traversata era cominciata e la nave, come un frammento staccato dalla terra, correva solitaria e rapida come un piccolo pianeta. Intorno ad essa gli abissi del cielo e del mare si univano in una irraggiungibile barriera. Una grande solitudine sembrava avanzare tutt’intorno con la nave, sempre mutevole e sempre eguale ed eternamente monotona ed imponente, diretta verso il suo destino.”
(Joseph Conrad)

Questa è una storia tramandata di padre in figlio, una storia di passione e di dedizione al lavoro. É la storia di un fratello e di una sorella che hanno avuto il coraggio e la forza di mettersi in gioco, portando avanti un sogno che pochi esseri umani possiedono.
Un sogno di una NAVE! Un sogno che ormai, a distanza di anni, è diventato il simbolo di una città e punto di ritrovo per innamorati ed amici, per famiglie e turisti.
Il sogno di trasformare una cena in un’avventura indimenticabile.
Il sogno di “vivere” una nave come un locale.
Il sogno del Sebastian Pub! 
Vivo a Ferrara da cinque anni ormai e la prima volta che cercavo di conoscere un pò le strade ed i dintorni è stato impossibile per me non notarla.
Lì immersa nella nebbia. 
Lì imponente sul Darsena. 
Lì a sorvegliare l’intera città. 
Resta lì, a galleggiare sulle acque scure, in silenzio, assorta e pensierosa. 
Un giorno, durante una delle mie frequenti e lunghe passeggiate, decisi di avvicinarmi ed osservarla. Mi sentivo così piccola ed emozionata, come quando una bambina ha davanti a sé un gigante pronto a tirarla su, sulle sue spalle. Era maestosa e fiera e sorridendo capii che quella non era solo una nave… 
Mi vennero in mente le parole, un pò trasformate, di Capitan Jack Sparrow: “Non è solo una chiglia, con uno scafo ed un ponte o delle vele, si, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è…ciò che la Sebastian è in realtà…è sogno e gusto!”.

Davanti ad i miei occhi c’era un vero e proprio Pub! 
Un Pub su una nave!
Un Pub dentro una nave!
Una nave vera!!! 
Ero davvero euforica e curiosissima, contenta della mia piccola ed esilarante scoperta, che la condivisi immediatamente con il mio fidanzato, e non esitammo un solo attimo a presentarci il giorno seguente a cena.
Era deciso! Dovevo assolutamente provare il Sebastian Pub!
Finalmente il giorno dopo arrivò prestissimo. Quando fummo li, notai che che la nave non era sola. Il sole era ancora in cielo e delle simpatiche paperelle nuotavano li vicino per farle compagnia, mentre gli appassionati di canoa, remavano stanchi. Sorrisi, perché vedendoli così sul pelo dell’acqua sembravano dei piccoli e lunghi siluri, inermi davanti all’esplosione di felicità dei propri volti.
Bene! Ero pronta ad attraversare la passerella di legno e salire su quella nave, che rappresentava per me una vera e propria avventura. Avventura che iniziò non appena aprii il portellone e mi addentrai nei meandri di quel luogo illuminato da lanterne e luce fioca. Tutto intorno a me profumava di legno e farina, di amore e dedizione, di lavoro e passione e si, direi anche di hamburger alla griglia e patatine fritte! 

Ci fecero accomodare al piano superiore, dove la vista sul Darsena era spettacolare, il sole non era ancora tramontato e con il menù tra le mani chiesi se era possibile visitare l’intero locale. Richiesta accordata! Mi sentivo come una bambina all’interno di un negozio di caramelle, sommersa da scrigni semi aperti colmi di tesori, abbracciata da piovre giganti e sirene, che mi attiravano con il loro canto. I miei occhi erano talmente tanto impegnati a meravigliarsi, tra oblò a prua e salvagenti a poppa, che dimenticai di ordinare. 

Molto volentieri tornai al mio tavolo, ed aprendo il menù rimasi stupita dall’originalità dei nomi delle pizze: Gibilterra, Capo Horn, Scilla, Amistad e così via; dalle diverse proposte della sezione “Appetizer” e dai secondi con una tipologia di carne di alta qualità: dalla Chianina alle costine di maiale , dai Burger interamente vegetariani ai Super Edition come il Carbonara Burger. Infine arrivai alla sezione delle birre, dove la ricerca e la passione della particolarità si trasmette immediatamente, una scelta ampia, ma allo stesso tempo dettagliata e particolare.
Optai per un classico: pizza e birra! 
Intanto la nave stava accogliendo sempre più passeggeri, fiduciosi ed affamati, consumatori di sapori tradizionali e ricercatori, come me, di gusti nuovi. Riflettevo e mi guardavo intorno, l’acceleratore nautico in ottone, le corde, la cambusa, i gavoni, eravamo su una vera nave, pronta a salpare verso la terra del gusto e dei sapori. Definire “normale”, la pizza del Sebastian Pub è davvero un insulto per il pizzaiolo, perché anche la forma ricorda gli oblò semi ovali delle imbarcazioni nautiche.

Non credevo ai miei occhi: il piatto ovale, la pizza ovale, gigantesca, super profumata e con il cornicione croccante. Sia chiaro, per gli estimatori della pizza napoletana, il Sebastian Pub non fa per voi! Ma se come me preferite scoprire tradizioni e ricette differenti allora Thomas e l’intero staff vi accoglieranno sottocoperta, nella loro ciurma, con dedizione, educazione e rispetto. Assaporavo la pizza, sorseggiando la mia birra bionda, mentre il sole tramontava nel Darsena e mi godevo a pieno quella vista e quell’avventura “piratesca”/“culinaria”, fissando bene nella mia mente i gusti e gli accostamenti che avevo in bocca! Un’esperienza che consiglio a tutti di provare, se visitate o solo passate da Ferrara. 
La Sebastian merita tanto, la Sebastian dona tanto, la Sebastian, come le sue cime, ti lega il cuore ben stretto a sé e non ti molla più!
Ci sono navi che sono cariche di anni. 
E tutti i soli, tutte le lune, tutta l’acqua di mare e di fiumi, tutte le tempeste, tutti i venti ci sono passati sopra.
Ma quelle navi, le navi forti, le navi cariche di storie e d’amore restano lì, ferme, ancorate alle nostre anime di marinai mancati e capitani sognatori. 
La Sebastian è una di quelle, l’unica nave che porterò nei miei ricordi, sempre.

S.O.S. SUSY:
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